TRANSLATE

1 luglio 2015

YELLOW – IL FUTURO DELL’ARTE ONLINE – PROJECT ROOM V EDIZIONE


Primo Piano LivinGallery Progetti & Servizi interdisciplinari per l’Arte Contemporanea
YELLOW
Il futuro dell’Arte Contemporanea online

A cura di Dores Sacquegna
Online dal 4 LUGLIO al 12 AGOSTO  2015  
Galleria in 3D e catalogo





Indagare l’uso e il significato espressivo dei colori nell’arte contemporanea è l’obiettivo principale di questa serie di eventi interattivi in 3D  prodotti da PPLG e curati da DORES SACQUEGNA. Ciascuna Project Room ospita un colore della scala cromatica.    
                
Questo nuovo appuntamento alla quinta edizione (di cui le precedenti sono state il rosso, il blu, il bianco e nero e il rosa) è allestito nella galleria online visitabile  dal 4 LUGLIO 2015  24/24h sul sito della PRIMO PIANO LIVINGALLERY. La simulazione online e le opere allestite sui muri  permettono una visione reale dello spazio architettonico che le ospita.           


Il visitatore/navigatore può attraversare gli spazi con il mouse e interagire con le opere e di pittura, fotografia e mix media di giovani talenti e artisti internazionali. Questo esperimento virtuale permette una facile fruizione delle opere d’arte sia per adulti che per i ragazzi.

È propedeutica per conoscere attraverso il colore i significati simbolici, concettuali dell’arte contemporanea. Nella virtual gallery ogni opera ha una sua scheda tecnica visibile nel momento in cui si clicca sull’opera. La si può ingrandire, vedere il nominativo dell’artista e la sua provenienza, il titolo dell’opera, la tecnica utilizzata e persino la quotazione. Questo metodo  accorcia le distanze tra la galleria fisica e il mondo. Oggi sono tanti i collezionisti che acquistano opere online, basandosi ovviamente anche sulla reputazione della galleria che li ospita.  

In questa edizione gli artisti invitati si sono ispirati al significato simbolico, esoterico, spirituale, e persino caratteriale del colore giallo.  

Alchimia e pietre filosofali nelle fotografie di D&S,  terre emerse e fiumi dorati nelle fotografie di GERARD FRANCES,  ritratti di donne in gomma bicromata su legno di MASSIMO ATTARDI alle donne in kimono e yukata del giapponese BUNGO MORITA e ai ritratti di ASTOLFO FUNES. Dalle immagini underground e pop di ANDREA MATTIELLO,   COR FAFIANI e ANDRIA SANTARELLI, alle illustrazioni di HYE SU LEE e FIE TANDERUP. Dai fantastici paesaggi urbani irradiati di luce di RIE SUDO ai riflessi di GIOVANNI LAMORGESE e ai mix media di KATARINA NORLING.  Primo Piano LivinGallery con le Project Room, continua la sua missione di propaganda delle opere degli artisti che collaborano con la galleria, facendo emergere talenti e creando connessioni tra l’Italia e il resto del mondo.

ARTISTI IN MOSTRA:
Massimo ATTARDI|Italia; D&S|Italia; Cor FAFIANI |Olanda; Gerard FRANCES|Francia; Astolfo FUNES |Venezuela; Giovanni LAMORGESE|Italia; Hey Su LEE|Korea del Sud; Andrea MATTIELLO|Italia; Bungo MORITA|Giappone; Katarina NORLING|Svezia; Andria SANTARELLI|Francia; Rie SUDO|Giappone; Fie TANDERUP|Danimarca.


MILANO, TRIENNALE | La fotografia di Giovanni Gastel





Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
AFIP INTERNATIONAL
LA PRIMAVERA DELLA FOTOGRAFIA


GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2015, ore 19.00
GIOVANNI GASTEL E GIUSEPPE DI PIAZZA
ALLA TRIENNALE DI MILANO
LE LECTIO MAGISTRALIS
DEI PIÙ IMPORTANTI FOTOGRAFI ITALIANI


Le Lectio Magistralis sono organizzate dall’AFIP International - Associazione Fotografi Italiani Professionisti in collaborazione con CNA Professioni



Quale strada sta prendendo la fotografia? Quali sfide deve affrontare nell’epoca della moltiplicazione indiscriminata delle immagini, della facilità di sofisticazione, della diffusione virale incontrollata? Domande a cui risponde Giovanni Gastel (Milano, 1955), tra i più importanti fotografi  di moda italiani, protagonista dell’appuntamento conclusivo con le Lectio Magistralis promosse da AFIP International – l’Associazione Fotografi Italiani Professionisti di cui è presidente, in programma alla Triennale di Milano giovedì 16 luglio, alle ore 19. Nel corso di un dialogo che lo vede a tu per tu con Giuseppe Di Piazza (Palermo, 1958), giornalista e fotografo, già direttore di magazine di successo come Sette e Max.

Titola La Rinascita della Fotografia la chiacchierata tra Gastel e Di Piazza: un racconto al futuro, il loro, che partendo dalle rispettive esperienze professionali punta a tracciare una rotta possibile per orientarsi nel sempre più caotico oceano dell’immagine. Proponendo codici, linguaggi e dinamiche virtuose, metodi e filosofie per restituire al mestiere del fotografo una forza e una dignità che la velocità del mondo dell’informazione, oggi, mette a volte in difficoltà.

Il futuro, però, si basa su solide fondamenta. Quelle di un percorso artistico e umano di grande fascino: nel corso della serata l’attore Giorgio Ginex leggerà in anteprima esclusiva alcuni brani tratti da Un eterno istante, l’autobiografia di Giovanni Gastel in uscita il 15 settembre per Mondadori.
Anche quest’ultima Lectio magistralist verrà trasmessa in diretta streaming all’indirizzo  http://www.afipinternational.com.
 
L’iniziativa Lectio magistralis di fotografia e dintorni è promossa da AFIP International e CNA Professioni, realizzata in collaborazione con La Triennale di Milano, il Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XII secolo di Roma, GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale), Milano Photofestival e con il contributo di Epson, Canon, Nikon.
Oltre a ciò, l’attività dell’AFIP International si concretizza con una serie di eventi, quali conferenze, mostre e un blog (http://afiponline.blogspot.it) dove verranno segnalati gli eventi più interessanti e saranno discussi i temi e gli argomenti legati alla fotografia e alla professione.

L’AFIP nasce nel 1960 da un gruppo di fotografi e vede tra i primi associati Aldo Ballo, Davide Clari, Giancolombo, Mario Dainesi, Gianni Della Valle, Luciano Ferri, Gian Greguoli, Edoardo Mari, Paolo Monti, Alfredo Pratelli, Italo Pozzi, Gian Sinigaglia, Fedele Toscani e Roberto Zabban, col proposito di rinnovare tecnicamente e culturalmente il mestiere della fotografia, difendendo la libera professione, rivolgendosi soprattutto alla produzione industriale e pubblicitaria, alla moda, all’editoria.

Il nuovo direttivo dell’AFIP International è composto da Giovanni Gastel (presidente), Alfredo Pratelli (presidente onorario), Giuseppe Biancofiore (vicepresidente), Andreas Ikonomu (segretario), Sauro Sorana (tesoriere), Antonio Mecca (portavoce), Debora Barnaba, Silvia Bottino, Gianluca Cisternino, Roberto Ghislandi, Annalisa Mazzoli, Marirosa Toscani Ballo, Giovanni Mereghetti.
 
 
Note biografiche
Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, l'ultimo di sette figli. Negli anni Settanta avviene il suo primo contatto con la fotografia. Da quel momento, ha inizio un lungo periodo di apprendistato mentre un'occasione importante gli viene offerta nel 1975-76, quando inizia a lavorare per la casa d'aste Christie's.
La svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda. Dopo la comparsa dei suoi primi still-life sulla rivista Annabella, nel 1982, inizia a collaborare con Vogue Italia e poi, grazie all'incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, alle riviste Mondo Uomo e Donna.
Il suo impegno attivo nel mondo della fotografia lo avvicina anche all'Associazione Fotografi Italiani Professionisti, di cui è stato presidente dal 1996 al 1998. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata dallo storico d'arte contemporanea Germano Celant.
Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quello di Helmut Newton, Richard Avendon, Annie Lebowitz, Mario Testino e Jurgen Teller.
Nel 2002, nell'ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l'Oscar per la fotografia. Attualmente è Presidente dell'Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago.
 
Giuseppe Di Piazza (Palermo, 1958). Comincia la sua carriera a L’Ora di Palermo, allora diretto da Nicola Cattedra. Giornalista professionista dal 1984, in quell’anno si trasferisce a Roma per lavorare alla rivista Cooperazione del Ministero degli Esteri. Nel 1985 partecipa alla nascita del quotidiano Reporter, diretto da Enrico Deaglio. Nel 1986 passa a Il Messaggero, dove resta per quindici anni passando da capocronista a caporedattore della pagina Interni e Giudiziaria, poi come editorialista e infine caporedattore centrale.
Nel 2000 mi trasferisce a Milan, come vicedirettore della multimedialità di Rcs MediaGroup, il cui responsabile è Pietro Calabrese. Nel 2001 diventa direttore dei contenuti di Hdpnet, la società multimediale del gruppo.
Nel 2002 gli viene affidata la direzione di AGR, l’agenzia di stampa radiofonica e digitale di Rcs. Nel 2003 diventa direttore del mensile Max. Dal 2007 fino al 2012 ha diretto il settimanale Corriere della Sera Magazine, poi ritornato al suo nome originario di Sette il 26 novembre 2009. Dal marzo 2012 è al Corriere della Sera come responsabile del sistema Corriere Innovazione. Insegna al Master in giornalismo presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM. Nel 2011 esordisce come fotografo con la mostra Io non sono padano, nel 2012 ha pubblicato il primo romanzo I quattro canti di Palermo (Bompiani). Nel 2013 è uscito il nuovo romanzo Un uomo molto cattivo (Bompiani) e l’e-book Fango – La doppia morte di un uomo perbene nella collana I Corsivi del Corriere della Sera.
 
Giorgio Ginex (Novara, 1963). Debutta alla fine degli Ottanta in teatro, presto misurandosi con il cinema (è protagonista del Fondovalle di Paolo Poloni, in concorso a Locarno) e con il piccolo schermo, interpretando diversi ruoli in fiction di successo. Viene diretto da Luca Ronconi per produzioni del Teatro Stabile di Torino e del Piccolo Teatro di Milano; si avvicina alla radio: lavorando prima per Play Radio del Gruppo RCS–Corriere della Sera e dal 2009 per RTL 102.5.

Lectio Magistralis di Fotografia e dintorni
Triennale di Milano (viale Alemagna 6)
Da giovedì 7 maggio a giovedì 16 luglio 2015, ore 19.00
Ingresso gratuito (fino esaurimento dei posti)
 

PREMIO GIORGIO FALETTI ad Asti domenica 5 luglio





Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata

ASTI, PIAZZA CATTEDRALEDOMENICA 5 LUGLIO 2015, ORE 21.30SERATA DI GALAPREMIO GIORGIO FALETTI

Special guest:
Luciana Littizzetto, Omar Pedrini, Nicolas Vaporidis, Danilo Amerio, Nino Formicola. Conduce Dario Cassini.
Durante l’evento si terrà la consegna dei riconoscimenti, ai vincitori della prima edizione
del Premio Giorgio Faletti.
 
 
Domenica 5 luglio alle 21.30 si terrà ad Asti in piazza Cattedrale la serata di Gala della prima edizione del Premio Giorgio Faletti, un omaggio a un grande artista da parte della sua città natale a un anno dalla scomparsa, oltre che un’occasione per celebrare il suo genio e la sua inesauribile creatività. L’evento è inserito nel calendario di Asti Musica.
Sul palco si alterneranno ospiti speciali come Luciana Littizzetto, Omar Pedrini, Nicolas Vaporidis, Danilo Amerio e Nino Formicola per una serata di parole, musica e sorprese. Durante l’evento saranno consegnati cinque premi ad altrettanti “esordienti” che si sono distinti nel cinema, nella letteratura, nella musica, nella comicità e nello sport, tutti ambiti nei quali Giorgio si è cimentato con successo. Il comitato scientifico è composto da Fausto Brizzi, Dindo Capello, Severino Cesari, Massimo Cotto ed Enzo Iacchetti.
Questi i 5 vincitori del Premio Giorgio Faletti, che saranno sul palco di Piazza Cattedrale domenica 5 luglio:
Sezione cinema: Niccolò Ammaniti per il documentario “The good life”. Il celebre scrittore debutta alla regia raccontando la vita di tre italiani che in India hanno trovato una nuova esistenza.
Sezione letteratura: Emanuele Trevi. Critico letterario e saggista, si è affacciato con successo sul mondo della narrativa
Sezione musica: Amara. La giovane toscana (vero nome Erika Mineo) si è distinta nell’ultima edizione di Sanremo
Sezione comicità: Le Scemette. Ensemble comico tutto al femminile, si è distinto in numerosi festival della comicità, arrivando anche a calcare lo storico palcoscenico di Zelig. Le Scemette sono Rossana Carretto, Alessandra Ierse, Laura Magni, Cinzia Marseglia, Viviana Porro Nadia Puma e Alessandra Sarno
Sezione sport: in via di definizione
A condurre la serata Dario Cassini, attore comico dalla verve irresistibile, noto al grande pubblico per le sue numerose partecipazioni a Zelig, Colorado, Le iene e Maurizio Costanzo Show.
I biglietti (20 euro + diritti di prevendita) sono disponibili presso il teatro Alfieri e le abituali prevendite di Asti Musica. Per informazioni e prenotazioni: 0141.399057/399040  
Asti, luglio 2015
 
Premio Giorgio Faletti - Prima edizione
Serata di gala: domenica 5 luglio 2015, ore 21.30

29 giugno 2015

INVITO | MARIO VELOCCI. THE SOUND ROOM | Sabato 4 LUGLIO 2015 - ore 19 | ROOMBERG Project Space - LATINA

  
Mario Velocci / The Sound Room
a cura di Italo Bergantini e Martina Velocci

4 Luglio / 6 Settembre 2015

Opening
Sabato 4 Luglio 2015 ore 19,00

 
 



Per l’ultimo appuntamento della stagione espositiva 2014/2015 la ROMBERG ospita nel suo spazio di Latina, ROOMBERG Project Space, un progetto di MARIO VELOCCI, scultore originario di Monte San Giovanni Campano, Frosinone.
Un rapporto intimo con la natura e i suoi segni caratterizzano i lavori dell’artista che espone opere di grande formato accompagnate da alcune sculture di piccole dimensioni, lavorate con materiali intrinsecamente dissimili come l’acciaio e il cartone.


THE SOUND ROOM, la stanza dei suoni, è il titolo dell’esposizione che ruota attorno ai vibranti spazi mentali di Velocci che si traducono in una lucida riflessione sull’elasticità della realtà percettiva. Gli ambienti della galleria divengono una sorta di camera anecoica per una platea di sculture dalle sembianze di strumenti sonori, che riverberano nella mente del visitatore componendo una melodia lieve capace di assorbire l'aria e farla risuonare.
Lavori sapientemente stratificati che prendono forma dal suo legame con la terra, lui che proviene da una famiglia di contadini e fin da giovane si è espresso traendo ispirazione dalle distese di grano, dal lavoro dei campi, dalla flora e dalla fauna, sintetizzandone gli elementi. Il cartone nelle sue mani diviene cassa armonica e il freddo acciaio si plasma a strumento dell’anima, portatore di suoni nascosti.
Se “scolpire è arrestare l’energia per contemplarla, catturare la vitalità per domarla e nutrirsene” - come dice il filosofo e saggista francese contemporaneo Michel Onfray - Velocci fa un passo oltre arrestando sì questa energia, e catturandone la vitalità, ma per liberarla alla vita.


ROOMBERG PROJECT SPACE di ROMBERG
04100 Latina - Viale Le Corbusier 39 | Grattacielo Baccari - ground floor
Orari di galleria: Martedì - Sabato 16.30 – 20.00 | Lunedì e mattina solo su appuntamento

T +39 0773 604788 - M +39 334 710 5049 | www.romberg.it - info@romberg.it 

BASILICOMILANO



BASILICOMILANO


(Ed. Contrasto)


Presentazione del libro a cura di Giovanna Calvenzi a Milano

 
 



Giovedì 2 luglio 2015 ore 19
 

GAM - Galleria d’Arte Moderna di Milano
 

Primo appuntamento della rassegna di eventi collaterali alla mostra
“Don’t Shoot the Painter. Dipinti dalla UBS Art Collection


 

Il 2 luglio 2015 alle ore 19 presso la GAM, Galleria d’Arte Moderna di Milano, si terrà la presentazione di BasilicoMilano. Il libro, a cura di Giovanna Calvenzi e pubblicato da Contrasto, aprirà la rassegna “Don’t Shoot the Painter. Appuntamento al BookStore”, iniziativa voluta da  Micamera nel contesto della mostra recentemente inaugurata e curata da Francesco Bonami con oltre cento dipinti della UBS Art Collection.

Il volume, che raccoglie per la prima volta le fotografie realizzate nel corso del tempo da Gabriele Basilico nella sua città natale, contiene circa 200 immagini selezionate dai primi lavori fino al 2012.

Interverranno Luca Doninelli, Fulvio Irace e Roberta Valtorta.
Fulvio Irace e Luca Doninelli sono tra gli amici, intellettuali e artisti, che hanno voluto regalare un ricordo della propria esperienza di collaborazione con Basilico oppure hanno raccontato la loro relazione con Milano. Arricchiscono il libro, infatti, i testi di Marco Romano, Vittorio Gregotti, Alberto Garutti, Ferruccio de Bortoli, Gustavo Pietropolli Charmet, Michele De Lucchi, Francesco De Gregori, Antonio Bozzo, Francesco Moschini, Massimo Minini, Marina Spada, Italo Rota, Gianni Siviero, Marco Belpoliti, Mario Calabresi.

La presentazione sarà anche l’occasione per ripercorrere alcune tappe del lavoro di Gabriele Basilico, grazie all’intervento di Roberta Valtorta, autrice di un testo critico e della nota biografica che arricchiscono il volume.

 “Amo questa città come si può amare qualcuno a cui ci lega un vecchio rapporto di familiarità e di amicizia. È la città nella quale sono cresciuto. Ha dato forma anche alle mie passioni, alle mie speranze, alle mie angosce.”
Gabriele Basilico

Queste le parole che introducono il volume, tratte da una lettera indirizzata dal fotografo alla sua città. Nel testo, Gabriele Basilico motiva la sua costante ricerca artistica nei confronti di Milano e la volontà di documentarne il paesaggio urbano.
Milano è la protagonista di “Milano ritratti di fabbriche 1978- 80”, il primo progetto fotografico di Gabriele Basilico, lavoro sulla periferia industriale milanese, nato “dal bisogno di trovare un equilibrio fra un mandato sociale – che nessuno mi aveva mai dato, ma che era la conseguenza dell’ammirazione che provavo per il lavoro dei grandi fotografi del passato – e la voglia di sperimentare un linguaggio nuovo, in grande libertà e senza condizionamenti ideologici”, come ha scritto Basilico stesso. Dopo quel primo progetto comincerà una ricerca che condurrà il fotografo in varie città del mondo, nelle quali ritroverà sempre segni e frammenti della sua Milano. “Negli anni è diventata per me come un porto di mare, un luogo privato dal quale partire per altri mari, per altre città, per poi ritornare e quindi ripartire. Un porto, cioè un luogo fermo, stabile, dove accumulare reperti e impressioni di luoghi lontani. […] Questa città mi appartiene e io le appartengo, quasi fossi un frammento fluttuante nel suo immenso corpo.”

“Per anni mi sono chiesto cosa ci mostrasse di Milano la fotografia di Gabriele Basilico. Prima di venire ad abitare in questa città, prima di diventarne suo cittadino, essendo nato e vissuto altrove, credevo che Basilico fosse un artista sironiano. Che le sue fab­briche fossero quelle ritratte a colori lividi dal grande pittore novecentesco. Guardavo le officine, le ciminiere, le torri dell’acqua, osservavo le strade, gli incroci, i pali della luce, e così mi pareva. Tutto era vuoto, deserto, e la città appariva nella sua forma più vera. Le fabbriche e gli edifici mostravano la loro personalità più profonda. Basilico guardava le cose come nessuno le aveva viste sin lì. Era la Milano degli anni Settanta nel momento del suo passaggio, del suo cambiamento, una città deserta, senza uomini e donne, senza automobili o camion, senza nulla se non se stessa. Basilico ce la faceva vedere così com’è, quando noi non la guardiamo, quando esiste per se stessa, o solo per l’artista che l’osserva.”
Marco Belpoliti


Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013) dopo la laurea in Architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-­80) è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale. Nel 1984-85 con il progetto “Bord de mer” partecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la D.A.T.A.R., il grande incarico governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con l’obiettivo di documentare le trasformazioni del paesaggio francese. Nel 1991 partecipa, con altri fotografi internazionali, a una missione a Beirut, città devastata da una guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero dai quali sono nati mostre e libri, come Porti di mare (1990), L’esperienza dei luoghi (1994), Italy, Cross Sections of a Country (1998), Interrupted City (1999), Cityscapes (1999), Berlino (2000), Scattered City (2005), Appunti di viaggio (2006), Intercity (2007). Tra i lavori recenti, Roma 2007, Silicon Valley, Mosca Verticale, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa nel 2010 dalla sommità delle sette torri staliniane, Istanbul 05 010, Shanghai 2010, Beirut 2011, Rio 2011, Leggere le fotografie (2012). Partecipa alla XIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2012) con il progetto “Common Pavilions”, il cui volume è stato pubblicato da Contrasto. Contrasto ha pubblicato anche Abitare la metropoli, uscito postumo nel 2014.


DATI TECNICI LIBRO
Formato: 32x25,7
Confezione: cartonato
Pagine: 204
Fotografie: 211
Prezzo:  55 Euro    


Don’t Shoot the Painter. Dipinti dalla UBS Art Collection
17 giugno – 4 ottobre 2015
GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano
via Palestro 16 - 20121 Milano

Orari mostra:
martedì – domenica 9:00 - 19.30
giovedì apertura straordinaria mostra fino alle 22.30
lunedì chiuso
Ultimo accesso 30 minuti prima della chiusura

Ingresso alla mostra gratuito

SURPRISE - Gianni Piacentino | GAM Torino | dal 3 luglio 2015





SURPRISE | Edizione 2015
a cura di Maria Teresa Roberto e Gregorio Mazzonis

Terzo appuntamento:
GIANNI PIACENTINO. Modellini sculture 1969
3 luglio – 30 agosto 2015

Inaugurazione: giovedì 2 luglio, ore 18.30



Inaugura giovedì 2 luglio il nuovo appuntamento di Surprise, la rubrica con cui la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino indaga aspetti specifici della ricerca artistica tra gli anni Sessanta e Settanta. Il terzo appuntamento dell’edizione 2015 è dedicato a Gianni Piacentino.

Dell’artista piemontese, nato a Coazze nel 1945, vengono presentati 10 modellini sculture realizzati nel maggio del 1969 e mai esposti al pubblico.

Si tratta delle maquettes  preparatorie per le opere esposte nella personale alla Galleria Toselli a Milano (dicembre 1969 – gennaio 1970) nella quale per la prima volta Piacentino presentò i suoi veicoli-sculture, segnando così il passaggio dai lavori dei primi anni di attività, ispirati a strutture geometriche semplici o elementi architettonici, a una tipologia di scultura totalmente inedita in quel momento.

In mostra i prototipi di mezzi di trasporto dalle forme aerodinamiche ridotti a pochi tratti essenziali che ne evidenziano la funzione elementare, ispirati dalla passione dell’artista per la velocità e i veicoli d’epoca, siano questi motociclette, automobili o aeroplani, e realizzati con un uso dei materiali di grande sensibilità pittorica.

Accanto ai modellini sono inoltre visibili al pubblico i 2 veicoli che fanno parte delle collezioni della GAM, acquistati dalla Fondazione De Fornaris: Black Scooter e Road Triangle, del 1969. Entrambi sono stati realizzati a partire dalle maquettes esposte.


GAM
via Magenta 31, Torino
orario: martedì - domenica 10.00-19.30. Chiuso il lunedì

facebook, twitter, instagram GAM Torino

GLOBE THEATRE | dal 2 luglio "SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE"


SILVANO TOTI GLOBE THEATRE
Direzione artistica Gigi Proietti

Dal 2 al 12 luglio 2015 ore 21.15
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

regia di Riccardo Cavallo
traduzione di Simonetta Traversetti

Prodotto da Politeama Srl




Il 2 luglio parte la stagione 2015 Silvano Toti Globe Theatre e torna un appuntamento ormai cult: il SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE, a firma dell’indimenticabile Riccardo Cavallo, che andrà in scena fino al 12 luglio ore 21.15. Una storia che continua ad emozionare e a far sognare raccontando il tempo breve della felicità con un sottile sottofondo di malinconia.
L’opera è stata scritta in occasione di un matrimonio e rappresenta, come una scatola cinese, un mondo stregato in cui dominano il capriccio e il dispotismo. Linguaggi diversi che si intrecciano: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, e quello degli artigiani, in cui la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso raffinato.

La stagione 2015 del Silvano Toti Globe Theatre - unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 grazie all’impegno dell’Amministrazione Capitolina e della Fondazione Silvano Toti per una geniale intuizione di Gigi Proietti - è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma. La produzione degli spettacoli è di Politeama srl, l’organizzazione e la comunicazione sono di Zètema Progetto Cultura con il supporto di G.V. srl.


Note di regia
La notte di mezz’estate è una notte magica e il titolo ne svela immediatamente l’atmosfera onirica, irreale anche se, come viene precisato, la notte in cui si svolge gran parte dell’azione è quella del calendimaggio, la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. E’ comunque l’augurio di un risveglio gioioso. Ma è davvero così? Tre mondi si contrappongono: il mondo della realtà (quello di Teseo, Ippolita e della corte), il mondo della realtà teatrale (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione) e il mondo della fantasia (quello degli spiriti, delle ombre). Ma i sogni alle volte possono trasformarsi in incubi: il dissidio fra Oberon e Titania che rivela a un certo punto un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni, il rapporto tra Teseo e Ippolita, il conquistatore e la sua preda, la brutalità di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l’influsso delle magie di Puck.
 “Sogno di una notte di mezza estate”, scritta in occasione di un matrimonio, è come una serie di scatole cinesi. All’esterno dell’opera ci sono la sposa, lo sposo e il pubblico, all’interno le coppie, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon e i quattro innamorati e nell’opera dentro l’opera, i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe. In questo mondo stregato domina il capriccio, il dispotismo di Oberon che attraverso Puck gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo dominio. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia costringendola a un matrimonio che respinge. Si noti la sequenza degli scambi fra gli amanti. Si inizia con Ermia che ama Lisandro e con Elena che ama Demetrio, ma quest’ultimo con l’appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia. Si passa, attraverso l’intervento “magico” di Puck, al folle girotondo in cui Ermia insegue Lisandro, Lisandro Elena, Elena Demetrio e Demetrio Ermia. E non è finita. Perché Ermia, alla quale dapprincipio aspiravano entrambi i giovani, sarà abbandonata da tutti e due, innamorati ora di Elena, e solo nel quarto atto dopo un nuovo intervento di Puck, si avrà la conclusione in cui gli amanti formeranno davvero due coppie.
La grandezza di Shakespeare sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico.
Il mondo è folle e folle è l’amore. In questa grande follia della natura, l’attimo di felicità è breve. Un richiamo alla malinconia che accompagna tutta la vicenda.
Riccardo Cavallo

Interpreti
(in ordine alfabetico)

Nick, Bottom  

Titania, Regina delle fate
Elena
Demetrio
Ippolita, Regina delle Amazzoni
Snug 

Teseo, Duca d’Atene

Lisandro, Innamorato di Ermia
Puck
Ermia

Tom, Snaout

Fairy
Maestro di cerimonie
Oberon, Re degli Elfi
Egeo, Padre di Ermia
Peter Quince

Francis, Flut


GEROLAMO ALCHIERI
CLAUDIA BALBONI
FEDERICA BERN
SEBASTIANO COLLA
FRANCESCA DE BERARDIS
ROBERTO DELLA CASA
MARTINO DUANE
DANIELE GRASSETTI
FABIO GROSSI
VALENTINA MARZIALI
CLAUDIO PALLOTTINI
ANDREA PIROLLI
RAFFAELE PROIETTI
CARLO RAGONE
ALESSIO SARDELLI
MARCO SIMEOLI
ROBERTO STOCCHI



COSTUMI
Manola Romagnoli

SCENE
Silvia Caringi e Omar Toni

ASSISTENTI ALLA REGIA
Mario Schittzer ed Elisa Pavolini

DISEGNO LUCI
Umile Vainieri

PROGETTO FONICO
Franco Patimo






26 giugno 2015

VOLTERRA 73.15 | Teatro Persio Flacco e varie sedi | VOLTERRA

PGM 2015 
TOSCANA ‘900 
VOLTERRA 73.15 – MEMORIA E PROSPEZIONE
27 giugno  31 ottobre 2015

Nino Giammarco Porta all' Arco 1973 doc, ph Damiano Dainelli


Dal 27 giugno apre i battenti a Volterra una grande esposizione, con importanti nomi della scena contemporanea, dedicata all’evento che nel 1973 ha rivoluzionato il concetto di arte ambientale in Italia.

Mauro Staccioli - Piramide 1973 doc, ph Fabio Fiaschi


Nel 1973 la Città di Volterra è stata protagonista di una importante manifestazione artistica: il “movimento” Volterra 73 fu rivoluzionario nel rapporto fra spazio urbano e azione creativa, e la sua influenza si fece sentire nelle più importanti realtà e istituzioni artistiche a livello internazionale, a partire dalla Biennale di Venezia. Dopo oltre 40 anni da questo prestigioso successo, la FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA, per volontà del Presidente  Ing. Augusto Mugellini nell’ambito del progetto PGM 2015 TOSCANA ‘900, si fa promotrice di una grande rievocazione dell’evento. Questo accadrà in vari spazi della Città, non solo grazie a una mostra fotografica dove verrà esposto materiale inedito, ma anche attraverso la riproposizione di alcuni nuclei di opere insieme ai protagonisti di allora.

Valeriano Trubbiani - torre del porcellino 1973 ph Fabio Fiaschi

Complessivamente, fra “memoria e prospezione”, quasi effimera come un happening, ma solidamente proiettata nel tempo (come ogni vera fondata opera d’arte), “VOLTERRA 73.15 | MEMORIA E PROSPEZIONE: un grande evento di creatività urbana e la sua eredità” si propone ancora come una manifestazione in progress.

Shu Takahashi, doc ph Dante Ghilli

Opere di fortissimo impatto saranno visibili in Città. Per citarne alcune, alla Fonte di Docciola riemergerà la “segnaletica emozionale”, di Francesco Somaini, mentre Mauro Staccioli sarà presente con le installazioni permanenti sul territorio della personale Luoghi d’Esperienza (2009), ma anche con un’opera storica presso la Badia Camaldolese; così come sarà visibile il grande omaggio a Raffaello Consortini nell’omonima Casa Museo. Di grande effetto scenico saranno i “gonfiabili” di Franco Mazzucchelli nella centralissima Piazza dei Priori per l’evento inaugurale, così come le sculture di Mino Trafeli che saranno visibili nella splendida sede della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA.

Franco Mazzucchelli, Gonfiabili Volterra 1973_archivio F. Mazzucchelli

E la manifestazione attuale porta ancora la firma di Enrico Crispolti (emerito dell’Università di Siena), insieme ad Anna Mazzanti (Politecnico di Milano). È forte di un’organizzazione realizzatrice guidata da Sergio Borghesi, e della Segreteria organizzativa della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA. La progettazione e la cura degli allestimenti e delle grafiche sono affidate a Valerio Di Pasquale e Luciano Picchi. Inoltre, è da sottolineare la preziosa collaborazione della Soprintendenza BEAP di Pisa e Livorno, dell’Accademia dei Riuniti, della Curia vescovile e della Casa Museo Consortini.