20 luglio 2015
IL PASTORE 2.0 UNA PROFESSIONE HI-TECH
Tradizione
e innovazione si fondono in Maremma ad Albinia (Gr). Controllo della qualità
della filiera, sostenibilità e analisi dei contaminanti affidati al Bioscience
Research Center di Fonteblanda (Gr)
Pascolo
2.0, pecore col chip e ovile computerizzato per il pastore più hi-tech d'Italia
![]() |
| Luifi Farina pastore hi-tech |
Luigi
Farina:
«È un approccio non usuale per le pecore, mentre è molto usato negli
allevamenti di mucche. Rispetto dalla tradizione e minor stress per gli
animali. Adesso spinta "ultrabiologica” alla produzione»
Pecore con il chip,
sensori, controlli continui del foraggio e dei processi di produzione. Nasce
così, con la tecnologia che guarda al futuro, il formaggio che sa di storia e
di tradizione. La tecnologia, dunque, per fare cibo più sano e naturale.
Pastore hi-tech. Il pastore più hi-tech d'Italia, che
alleva le proprie pecore all'aperto, le pascola per far mangiare loro erba
tutto l'anno, e le munge con il computer si chiama Luigi Farina e il suo allevamento si trova ad Albinia (Gr), in
quella Maremma dove è ancora forte il legame con la tradizione. E dove in mezzo
a campi e aria incontaminati, si trovano le stalle e gli animali di Luigi
Farina dotati di una tecnologia che, almeno in Italia, non si trova negli
ovili, ma negli allevamenti di bovini e raramente in qualche allevamento di
bufale.
Pecore con il chip e ovile computerizzato. Ogni pecora di Farina,
famiglia sarda ma da generazioni trapiantata nel grossetano, è dotata di un
microchip attraverso il quale è possibile conoscere lo stato di salute
dell'animale, la sua vita, quanti parti ha effettuato e se deve e può essere
munta. Un percorso gestito da computer conta le pecore, le divide secondo le
necessità, le guida verso la mungitura se sane, o verso una zona di quarantena
se presentano qualche problema, come, ad esempio, la mastite.
Tradizione e ricerca universitaria. «Si tratta di un approccio non usuale per le
pecore, mentre è molto impiegato per le mucche», spiega Luigi Farina, convinto
sostenitore del principio che si possano valorizzare al meglio le produzioni
tradizionali solo applicando i principi più innovativi di scienza e tecnologia
e con un’attenzione massima all’ambiente.
«La realizzazione dei software e della
tecnologia di gestione dell'allevamento è importata da Israele, dove è diffusa
negli allevamenti più grandi e consente risparmi in termini di risorse
ambientali ed economiche, nonché livelli estremamente più bassi di stress agli
animali».
Produzione bio con controlli continui. Erba, integrazione
con foraggio fresco, fieno, sono tutti quanti prodotti in azienda e seguono i
dettami della produzione biologica fino dal 1995 per arrivare nel 2001 alla
certificazione bio. Ma Luigi Farina vuole andare ancora oltre il certificato e
recentemente ha affidato a BsRC Bioscience Research Center (http://www.bsrc.it),
centro ricerche con sede a Fonteblanda (Gr), il controllo della filiera
produttiva, per implementare ulteriormente la qualità dei prodotti e diminuire
gli impatti ambientali dei processi.
Foraggio e ambienti puliti. «Farina produce formaggio biologico con il
minimo impatto ambientale, con basso consumo di acqua e con l'impiego di
risorse ed energie da fonti rinnovabili, come i pannelli solari. Insomma ha una
grande attenzione all'ambiente e al risparmio di risorse. Il nostro lavoro è di
selezionare erbe per il foraggio che abbiano una ancor più bassa water foot
print, e che abbiano ricadute positive sulla
qualità del latte e del formaggio prodotto», spiega Monia Renzi, amministratore di BsRC. «Uno dei nostri obiettivi principali è selezionare il foraggio che porti
ai migliori risultati dal punto di vista della produzione di latte, della sua
composizione in nutrienti e dell’implementazione della presenza di sostanze benefiche»,
commenta Cristiana Guerranti,
esperta in sicurezza alimentare e direttore scientifico del centro ricerche.
Una produzione che va verso l'ultrabiologico. «Vogliamo arrivare - continua Guerranti - a ottimizzare il latte per produrre un formaggio migliore in termini
di salubrità, di rispetto per l’ambiente e di costi. Stiamo valutando la
qualità degli ambienti di vita degli animali, degli ambienti di stoccaggio del
foraggio e del latte e di produzione del formaggio, per monitorare i
contaminanti che normalmente sono presenti in ogni ambiente, anche quelli non
previsti dalla legge sul biologico, e intervenire per abbassarne drasticamente
i livelli. Con questo approccio otterremo un prodotto ancora più pulito e
salubre, che ci piace definire “ultrabiologico”».
19 luglio 2015
"IL VENTO PRIMA CHE SOFFI" Gli orizzonti dell`inconscio nel Sacre du printemps di Igor Stravinskij
Il vento prima che soffi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Gli orizzonti dell`inconscio nel Sacre du printemps di Igor Stravinskij
Attraverso l'analisi della famosa opera di Stravinskij, Gianluigi Passaro evoca i miti e gli archetipi che
la complessità dell'opera contiene, fino a tracciare parallelismi con il testo biblico e dei Vangeli.
L'intreccio interpretativo richiede conoscenze già acquisite e consolidate, ma la forza e l'entusiasmo dell'Autore possono sopperire ad eventuali lacune del lettore impreparato .
Straordinarie sono le citazioni dei commenti dello stesso Stravinskij a proposito della sua opera : veramente illuminanti su eventuali equivoci interpretativi che si sono perpetrati.
Chi se ne intende di musica potrà anche apprezzare delle analisi minute sull'esecuzione di alcune parti della Sagra della Primavera.
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18 luglio 2015
Felicia Bongiovanni e' la prima voce lirica premiata al My Way Festival dedicato a Frank Sinatra
Felicia
Bongiovanni è la prima voce lirica premiata al
My Way Festival, il Festival della voce dedicato a Frank Sinatra “The Voice”
26 luglio 2015
My Way Festival, il Festival della voce dedicato a Frank Sinatra “The Voice”
26 luglio 2015
Lercara Friddi, Palermo
Il 26 luglio 2015 in occasione di My Way Festival, il Festival della
voce dedicato a Frank Sinatra, il soprano Felicia Bongiovanni sarà la prima voce
lirica ad essere premiata nell’ambito di questa iniziativa che riconosce i
meriti dei lercaresi che si siano distinti nel mondo seguendo l’esempio di
Sinatra, originario di Lercara Friddi (PA) e diventato negli Stati Uniti 'The
Voice' per antonomasia.
Quale miglior inizio, quindi, che assegnare il Premio "Lercarese nel mondo" a
colei che si è distinta proprio per la vocalità nelle sue più alte espressioni,
di cui il canto lirico rappresenta la massima eccellenza. Felicia Bongiovanni,
lercarese d’origine, è famosa nel mondo per la sua attività internazionale di
soprano che l’ha portata nei più prestigiosi teatri italiani, come La Fenice di
Venezia, il Comunale di Bologna, il ROF (Rossini Opera Festival) e il Politeama
di Palermo, e all’estero, scelta dall’associazione dedicata a Maria Callas per
interpretare la Divina negli Stati Uniti e come testimonial del bel canto e di
pace in Africa, al Teatro Nazionale Cha de Caxide di Luanda e sulla portaerei
Cavour della Marina Militare in Angola, al Teatro Nazionale e alla Basilica di
Notre Dame d’Afrique di Algeri, all’Auditorium dell’Istituto di Cultura Italiano
di Addis Abeba in Etiopia. A questa attività concertistica strettamente lirica,
Felicia Bongiovanni affianca da molti anni la divulgazione del repertorio
operistico in contesti di generi diversi, dal jazz al pop, dal soul al rock,
come Umbria Jazz Winter e Porretta Soul Festival. Questa sua poliedricità l'ha
portata a collaborare con gli artisti internazionali più diversi come Eros
Ramazzotti, Giò Di Tonno, i Nomadi, Andrea Mingardi, tra gli altri. Molte le sue
apparizioni televisive, al Concerto di Natale di Rai 2 (nel 2006 e nel 2012), e
su Rai 1 in occasione del Premio Braille 2014 e del Concerto dell’Epifania del
gennaio 2015.
Nella storia della musica e del canto, nulla più dell'impostazione lirica,
che Felicia Bongiovanni ha sempre rigorosamente mantenuto anche nelle sue varie
collaborazioni, ha saputo esprimere in maniera ineguagliabile la varietà e la
profondità delle emozioni umane, riuscendo sempre a coinvolgere e a toccare
possentemente i cuori e le menti. La voce rappresenta l'espressione più diretta
dello spirito, da cui direttamente promana e che immediatamente raggiunge. La
voce mediterranea, inoltre, è universalmente riconosciuta come unica e
patrimonio raro e inestimabile della nostra cultura.
La meravigliosa voce di Felicia Bongiovanni (già insignita lo scorso anno del
Premio Sergio Bruni - La Voce di Napoli per la canzone napoletana e del Premio
"Ombre della sera" Bruno Landi per la Lirica 2014), dotata di un bellissimo
timbro naturale, esaltato da una tecnica impeccabile, e accompagnata da una rara
versatilità e da una straordinaria vis interpretativa, perfettamente incarna
questo ideale, tanto da poter essere definita le stessa “La Voce”, degna erede,
nel suo campo artistico dell'opera lirica, di Frank Sinatra “The
Voice”.
Reggia di Venaria | I GIOIELLI DI GIANMARIA BUCCELLATI | Mostra prorogata al 29 novembre
Gianmaria BuccellatiL’arte della bellezza.
I gioielli di Gianmaria BuccellatiREGGIA DI VENARIA (Torino)Prorogata al 29 novembre 2015
Il fascino e l’eleganza delle creazioni
di alta oreficeria e di gioielleria di Gianmaria Buccellati trovano la loro
ideale collocazione nell’incanto della Reggia di Venaria, grandioso complesso
monumentale alle porte di Torino, capolavoro dell’architettura e del paesaggio
europeo dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Nelle Sale delle Arti della Reggia
sabauda, è stata prorogata fino al 29 novembre 2015 la mostra “L’arte della
bellezza. I gioielli di Gianmaria Buccellati” che presenta oltre 90 preziosi
esemplari, molti dei quali inediti, in grado di testimoniare come la creatività,
la tradizione e l’eccellenza artigianale siano diventati gli elementi
costitutivi del successo di Gianmaria Buccellati nel mondo.
L’esposizione, che conta già 34.000
visitatori, è curata da Chiara Tinonin con Gianmaria e Rosie Buccellati, ed è
frutto della collaborazione fra il “Consorzio La Venaria Reale”, la “Fondazione
Gianmaria Buccellati” e la “Fondazione di Studi dell’Arte Orafa e dei suoi
Protagonisti”, con il coordinamento della Swiss Luxury Culture Management. La
mostra ricostruisce l’affascinante storia artistica e imprenditoriale di
Gianmaria Buccellati e le ambizioni della sua genialità, anche attraverso i suoi
stessi ricordi e gli scatti del fotografo Giò Martorana che restituiscono in un
originale itinerario visivo i propositi estetici dello stile Buccellati.
Il percorso si articola in tre sezioni
e racconta quella straordinaria capacità di Gianmaria Buccellati di intendere ed
elaborare la materia preziosa, che ha portato alla nascita di creazioni
innovative in dialogo con il passato. Gianmaria ha infatti saputo guardare con
estremo interesse alle diverse espressioni artistiche dell’Antichità, del
Rinascimento e del Rococò, come fonte d’ispirazione inesauribile cui attingere
motivi e temi da rielaborare e applicare alle diverse tipologie di manufatti
preziosi.
La prima sezione propone un viaggio
nell’infanzia di Gianmaria nella Milano a cavallo tra le due guerre mondiali,
che vede l’affermazione del padre Mario quale primo gioielliere italiano
sensibile al recupero di antiche tecniche orafe rinascimentali, vicino all’alta
società meneghina e agli ambienti culturali della Scala, nonché grande amico di
Gabriele D’Annunzio. Con il contributo della storica dell’arte Paola Goretti, è
esposta per la prima volta l'intera serie delle targhe che il Vate gli
commissionò per ricordare le sue imprese e i motti che aveva coniato per
celebrare alcune delle sue azioni più celebri.
Esemplari magnifici e inediti della
gioielleria di Mario Buccellati degli anni ’30 e ’40 introducono alla seconda
sezione “Un italiano nel mondo”, che ripercorre le tappe più significative della
carriera di Gianmaria dopo aver raccolto l’eredità del padre, scomparso nel
1965.
Dopo aver diretto per due anni i laboratori creati dal padre, Gianmaria, spinto dall’ampia visione del mercato internazionale, apre numerosi negozi in Estremo Oriente, in particolare a Hong Kong e in Giappone, e in Europa. Il suo successo è sancito dall’inaugurazione, nel 1979, di una boutique a Parigi nella prestigiosa Place Vendôme, santuario mondiale dell’haute joaillerie.
La crescita della sua azienda è andata di pari passo alla consacrazione artistica. Gli sono tributati riconoscimenti e mostre dai più importanti musei mondiali, come la Smithsonian Institution di Washington D.C., il Museo del Cremlino a Mosca e, recentemente, il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. In mostra è presentata una selezione di creazioni eseguite nel corso di oltre settant’anni di lavoro che hanno reso il suo stile unico e inconfondibile nella storia del gioiello contemporaneo. Ne è esempio la spilla Gran Dama, disegnata per omaggiare la maternità, utilizzando una rarissima perla Melo-Melo, dei mari del Vietnam, tredicesima per colore e dimensioni su circa cento esemplari esistenti.
Il percorso si chiude idealmente con la celebrazione della maestria creativa, progettuale ed esecutiva di Gianmaria Buccellati attraverso oggetti unici, intesi come vere opere d’arte (terza sezione della mostra): tra cui le Coppe di Boscoreale, che Mario e Gianmaria hanno eseguito ispirandosi al Tesoro di Boscoreale rinvenuto nel 1895 nella villa romana della Pisanella; e gli Oggetti Preziosi, coppe di grande pregio, nate dallo studio e dalla passione per le collezioni orafe rinascimentali fiorentine, che non furono concepite per fini commerciali.
L’ispirazione di questa raccolta nacque durante una visita al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze dove sono conservati i capolavori di gioielleria dei Medici. Profondamente affascinato da questi manufatti, Gianmaria decise di misurarsi nella realizzazione di opere che potessero competere, per tecnica esecutiva, splendore e ricchezza, con quelle medicee.
In esposizione alla Venaria si possono anche ammirare la Coppa della regina, realizzata nel 2008 per la mostra al Museo del Cremlino, la Coppa dell’arcobaleno del 2012, concepita come omaggio a Venere dea dell’amore e della bellezza, la cui immagine in oro è il fulcro dell’intera struttura, la Coppa del Sacro Graal del 2013, personale interpretazione del calice con il quale Gesù celebrò l’Ultima Cena, e la Coppa Florentia, presentata per la prima volta in occasione della recente mostra al Museo degli Argenti a Firenze, come riconoscimento alla città che più di ogni altra ha saputo stimolare attraverso i suoi tesori d’arte l’immaginazione dell’orafo milanese.
Catalogo Skira
Gianmaria Buccellati (Milano 1929 – 2015) quarto di cinque fratelli, è il primo a seguire la carriera del padre, Mario, iniziando all’età di 16 anni a lavorare nel negozio e nei laboratori di Milano. In qualità di semplice apprendista, impara l’arte orafa, affiancando gli artigiani, mentre affina le sue doti innate di disegnatore e creatore. All’età di 19 anni, il padre gli affida la direzione del negozio di Milano. Il giovane Gianmaria ha così modo di conoscere personalmente i maggiori esponenti del mondo imprenditoriale e finanziario milanese, traendone esperienze e conoscenze determinanti per la sua formazione. Contemporaneamente, collabora alla gestione dei laboratori e della produzione.
Alla scomparsa del padre nel 1965, l'ampia visione internazionale porta Gianmaria a sviluppare il suo proprio marchio “Gianmaria Buccellati” in Europa e soprattutto sui mercati del’Estremo Oriente, in particolare a Hong Kong e in Giappone. Questa prima espansione viene coronata nel 1979 dall'apertura della grande boutique a Parigi nella prestigiosa Place Vendôme, santuario mondiale dell’haute joaillerie.
La genialità dell'arte di Gianmaria Buccellati è stata celebrata da prestigiosi musei in importanti mostre. Celebri e dall’enorme successo di pubblico quella presso la Smithsonian Institution di Washington D.C. nel 2000, presso il Museo del Cremlino di Mosca nel 2008 e lo scorso anno presso Palazzo Pitti di Firenze.
Per salvaguardare il tesoro di conoscenze, oggetti e disegni di Mario, e soprattutto di Gianmaria, nel 2008 è nata la Fondazione Gianmaria Buccellati che sta intraprendendo un importante percorso di divulgazione dell'arte orafa nazionale nel mondo.
In parallelo, si è costituita la Fondazione di Studi dell’Arte Orafa e dei suoi protagonisti, fondata da Rosa Maria e Gianmaria Buccellati, per diffondere, insegnare e valorizzare gli studi e la conoscenza delle tecniche dell’arte orafa.
Venaria Reale, luglio 2015
Dopo aver diretto per due anni i laboratori creati dal padre, Gianmaria, spinto dall’ampia visione del mercato internazionale, apre numerosi negozi in Estremo Oriente, in particolare a Hong Kong e in Giappone, e in Europa. Il suo successo è sancito dall’inaugurazione, nel 1979, di una boutique a Parigi nella prestigiosa Place Vendôme, santuario mondiale dell’haute joaillerie.
La crescita della sua azienda è andata di pari passo alla consacrazione artistica. Gli sono tributati riconoscimenti e mostre dai più importanti musei mondiali, come la Smithsonian Institution di Washington D.C., il Museo del Cremlino a Mosca e, recentemente, il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. In mostra è presentata una selezione di creazioni eseguite nel corso di oltre settant’anni di lavoro che hanno reso il suo stile unico e inconfondibile nella storia del gioiello contemporaneo. Ne è esempio la spilla Gran Dama, disegnata per omaggiare la maternità, utilizzando una rarissima perla Melo-Melo, dei mari del Vietnam, tredicesima per colore e dimensioni su circa cento esemplari esistenti.
Il percorso si chiude idealmente con la celebrazione della maestria creativa, progettuale ed esecutiva di Gianmaria Buccellati attraverso oggetti unici, intesi come vere opere d’arte (terza sezione della mostra): tra cui le Coppe di Boscoreale, che Mario e Gianmaria hanno eseguito ispirandosi al Tesoro di Boscoreale rinvenuto nel 1895 nella villa romana della Pisanella; e gli Oggetti Preziosi, coppe di grande pregio, nate dallo studio e dalla passione per le collezioni orafe rinascimentali fiorentine, che non furono concepite per fini commerciali.
L’ispirazione di questa raccolta nacque durante una visita al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze dove sono conservati i capolavori di gioielleria dei Medici. Profondamente affascinato da questi manufatti, Gianmaria decise di misurarsi nella realizzazione di opere che potessero competere, per tecnica esecutiva, splendore e ricchezza, con quelle medicee.
In esposizione alla Venaria si possono anche ammirare la Coppa della regina, realizzata nel 2008 per la mostra al Museo del Cremlino, la Coppa dell’arcobaleno del 2012, concepita come omaggio a Venere dea dell’amore e della bellezza, la cui immagine in oro è il fulcro dell’intera struttura, la Coppa del Sacro Graal del 2013, personale interpretazione del calice con il quale Gesù celebrò l’Ultima Cena, e la Coppa Florentia, presentata per la prima volta in occasione della recente mostra al Museo degli Argenti a Firenze, come riconoscimento alla città che più di ogni altra ha saputo stimolare attraverso i suoi tesori d’arte l’immaginazione dell’orafo milanese.
Catalogo Skira
Gianmaria Buccellati (Milano 1929 – 2015) quarto di cinque fratelli, è il primo a seguire la carriera del padre, Mario, iniziando all’età di 16 anni a lavorare nel negozio e nei laboratori di Milano. In qualità di semplice apprendista, impara l’arte orafa, affiancando gli artigiani, mentre affina le sue doti innate di disegnatore e creatore. All’età di 19 anni, il padre gli affida la direzione del negozio di Milano. Il giovane Gianmaria ha così modo di conoscere personalmente i maggiori esponenti del mondo imprenditoriale e finanziario milanese, traendone esperienze e conoscenze determinanti per la sua formazione. Contemporaneamente, collabora alla gestione dei laboratori e della produzione.
Alla scomparsa del padre nel 1965, l'ampia visione internazionale porta Gianmaria a sviluppare il suo proprio marchio “Gianmaria Buccellati” in Europa e soprattutto sui mercati del’Estremo Oriente, in particolare a Hong Kong e in Giappone. Questa prima espansione viene coronata nel 1979 dall'apertura della grande boutique a Parigi nella prestigiosa Place Vendôme, santuario mondiale dell’haute joaillerie.
La genialità dell'arte di Gianmaria Buccellati è stata celebrata da prestigiosi musei in importanti mostre. Celebri e dall’enorme successo di pubblico quella presso la Smithsonian Institution di Washington D.C. nel 2000, presso il Museo del Cremlino di Mosca nel 2008 e lo scorso anno presso Palazzo Pitti di Firenze.
Per salvaguardare il tesoro di conoscenze, oggetti e disegni di Mario, e soprattutto di Gianmaria, nel 2008 è nata la Fondazione Gianmaria Buccellati che sta intraprendendo un importante percorso di divulgazione dell'arte orafa nazionale nel mondo.
In parallelo, si è costituita la Fondazione di Studi dell’Arte Orafa e dei suoi protagonisti, fondata da Rosa Maria e Gianmaria Buccellati, per diffondere, insegnare e valorizzare gli studi e la conoscenza delle tecniche dell’arte orafa.
Venaria Reale, luglio 2015
L’ARTE DELLA BELLEZZA.
I GIOIELLI DI GIANMARIA BUCCELLATI
Reggia di Venaria (Torino), Sale delle Arti
Prorogata fino al 29 novembre 2015
Orari (Mostra e Reggia):
Da martedì a venerdì: dalle ore 9 alle 17
Sabato, domenica e festivi: dalle ore 9.30 alle 19.30
Lunedì: giorno di chiusura (tranne eventuali giorni Festivi, che hanno gli stessi orari della domenica)
L'ultimo accesso è sempre 1 ora prima della chiusura.
Ingresso:
Intero: 12 euro
Ridotto (gruppi di min. 12 persone, maggiori di 65 anni e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti): 10 euro
Ridotto over 6 under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni): 6 euro
Scuole (classi minimo di 18 studenti, ingresso gratuito per 2 accompagnatori ogni 27 studenti): 3 euro
Minori di 6 anni (e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti): gratuito
Sono previsti biglietti cumulativi con la Reggia e altre mostre in corso
I GIOIELLI DI GIANMARIA BUCCELLATI
Reggia di Venaria (Torino), Sale delle Arti
Prorogata fino al 29 novembre 2015
Orari (Mostra e Reggia):
Da martedì a venerdì: dalle ore 9 alle 17
Sabato, domenica e festivi: dalle ore 9.30 alle 19.30
Lunedì: giorno di chiusura (tranne eventuali giorni Festivi, che hanno gli stessi orari della domenica)
L'ultimo accesso è sempre 1 ora prima della chiusura.
Ingresso:
Intero: 12 euro
Ridotto (gruppi di min. 12 persone, maggiori di 65 anni e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti): 10 euro
Ridotto over 6 under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni): 6 euro
Scuole (classi minimo di 18 studenti, ingresso gratuito per 2 accompagnatori ogni 27 studenti): 3 euro
Minori di 6 anni (e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti): gratuito
Sono previsti biglietti cumulativi con la Reggia e altre mostre in corso
ALMA MATER di YUVAL AVITAL alla Fabbrica del Vapore di Milano |
IL TERZO PARADISO di MICHELANGELO PISTOLETTO
FINO AL 29 AGOSTO
2015
installazione
luminosa di ENZO CATELLANI
sound space design
di ARCHITETTURA SONORA
video
installazione con LILIANA COSI e ORIELLA DORELLA
![]() |
| alma mater © r.sanzone |
ALMA MATER è un’opera di forte impatto
sensoriale in cui Yuval realizza un’elaborata e potente partitura sonora e dà
vita a una stupefacente foresta di 140 altoparlanti in pietra e terracotta da
cui si diffondono voci di nonne di tutto il mondo intrecciate a suoni della
natura. Alma mater dialogherà con on un'inedita versione de IL TERZO PARADISO di
Michelangelo Pistoletto.
Alle suggestioni viscerali e primordiali si accostano
la delicatezza di leggendarie étoiles del Teatro alla Scala, come Llliana Così e
Oriella Dorella, in eteree apparizioni videoproiettate e la presenza evocatrice
delle merlettaie di Cantù, che si alterneranno al tombolo per intrecciare un
merletto unico e irripetibile, generato durante i giorni dell’esposizione e
dedicato all’interpretazione del Terzo Paradiso di Michelangelo
Pistoletto.
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| alma mater © r.sanzone |
ALMA MATER è inoltre catalizzatore di vari
appuntamenti che avranno luogo nell’arco dei due mesi: incontri col pubblico,
laboratori creativi e performance.
I primi eventi in programma
agora
sabato 11 luglio h 18
Liliana Cosi e Oriella Dorella
Incontro con le prime ballerine del
Teatro alla Scala protagoniste della video-installazione di Alma Mater. La loro
esperienza col regista Yuval Avital, l’ispirazione e le suggestioni dell’opera
sul femminile.
INGRESSO LIBERO
after mater
domenica 12 luglio h 21.30
Delilah Gutman con Rephael Negri
De sidera
Una narrazione musicale che viaggia
dall’antichità al presente. Dai timbri arcaici delle antiche tradizioni musicali
trasmesse oralmente nella culla del mondo – il Medioriente alle porte
dell’Oriente – ai timbri di sintesi dell’elaborazione elettronica e delle sue
pulsazioni in dialogo con gli strumenti. De sidera è fatto di voce, clarinetti e
violino che invitano l’ascoltatore ad osservare la profondità del cielo riflesso
tra le trame della natura, della Storia e delle storie.
10 € + 2 € (quota associativa Magà
Global Arts)
after mater
lunedì 13 luglio h 21.30
Farzaneh Joorabchi
Musica e canti della Persia antica. La
tradizione millenaria dei suoni e delle poesie Melodie intime e canti struggenti
della musica classica persiana, ritmi danzanti modellati sui versi dei poeti
mistici persiani, musiche popolari dell’anima colorata e multiforme dell’Iran.
La cantante e musicista iraniana Farzaneh Joorabchi suona il setar, liuto
persiano, si distingue a livello internazionale per la poliedricità timbrica del
suo canto, ed offre un ricco programma musicale della sua tradizione al contempo
ritmico e meditativo.
10 € + 2 € (quota associativa Magà
Global Arts)
Le porte di Cittadellarte installazione
interattiva a cura di: Cittadellarte – Fondazione Pistoletto in collaborazione
con Studio Azzurro
8-29 agosto - h 10.00 - 20.00
| Fabbrica del vapore
I visitatori di ALMA MATER hanno
inoltre accesso attiguo e gratuito alla collaterale installazione interattiva Le
Porte di Cittadellarte, curata dalla Fondazione Pistoletto in collaborazione con
Studio Azzurro, dove ognuno si troverà autoritratto e avrà la sensazione di
abitare gli spazi di Cittadellarte dedicati all’educazione, allo sviluppo
sostenibile, all’architettura abitabile e all’ alimentazione consapevole.
Al seguente link è possibile vedere una
preview dell’opera https://youtu.be/UetD3CxYplQ
(crediti: Allievi del
corso di fotografia di scena dell’Accademia Teatro alla
Scala)
16 luglio 2015
Chiusura straordinaria della Rocca Borromea per il matrimonio Borromeo - Casiraghi
ISOLE E ROCCA BORROMEA SUL LAGO MAGGIORE
4
giorni di chiusura straordinaria per la Rocca Borromea
Dal 30 luglio al 2
agosto, per il matrimonio Borromeo - Casiraghi
Dal 30 luglio al 2 agosto, la Rocca Borromeo di Angera, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, resterà preclusa alle visite. Riaprirà regolarmente il 3 agosto, con il consueto orario. Naturalmente resterà chiuso anche il Museo delle Bambole, ospitato in alcuni saloni della Rocca. I quattro giorni di chiusura sono stati decisi dai Principi Borromeo per poter riservare l’affascinante castello al matrimonio di Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi. |
14 luglio 2015
Tre ruoli per Pino Insegno nella Storia del Soldato al Festival Tra Musica e Danza
Associazione Culturale
Gruppo Strumentale
“Musica d’Oggi”
Festival "Tra Musica e
Danza"
15 luglio
2015 ore 21.30
VULCI,
Castello della Badia
Tre ruoli per Pino Insegno
nella "Storia del soldato" di
Stravinsky:
il narratore, il soldato e il diavolo
![]() |
| Pino Insegno |
Pino Insegno sarà il narratore della Storia del soldato, la fiaba russa
messa in musica da Igor Stravinsky, per il Festival "Tra Musica e
Danza", mercoledì 15 luglio alle 21.30 nel Castello della Badia di Vulci,
un luogo d'incredibile suggestione per le sue memorie storiche e le sue
bellezze paesaggistiche. Con Insegno suona
l'Ensemble Musica d'Oggi diretto da Marcello Panni.
![]() |
| Vulci Castello della Badia |
Pino Insegno non è nuovo a questi incontri
con la grande musica, perché ha già prestato la sua simpaticissima voce ad
un'altra popolarissimo fiaba musicale, Pierino
e il lupo di Sergej Prokofiev. Mentre quella di
Prokofiev è pensata per un pubblico infantile, la fiaba musicale di Stravinsky si rivolge a un pubblico adulto, pur
non mancando mai di afascinare i più piccoli, che sono divertiti dai aspetti
più buffi e giocosi. Stravinsky la scrisse durante la prima guerra mondiale,
con la collaborazione del poeta Ramuz per il testo, rielaborando due antiche
fiabe russe, che aveva trovato nelle celebre raccolta di Afanasiev.
Il protagonista è un soldatino e cede al
diavolo il suo violino, che rappresenta la sua anima, in cambio di un libro
magico, in grado di fargli ottenere fama e ricchezza. Troppo tardi il
giovane si accorge di essere stato ingannato e che quello che ha dato al diavolo
vale molto di più di quello che ne ha ricevuto in cambio: alla fine, dopo varie
peripezie, il diavolo trascinerà il soldatino all'inferno, al suono
di una diabolica marcia trionfale. Vi si può leggere tra le righe un'amara
allegoria del destino dei milioni dei soldati che combattevano nei diversi
schieramenti in quegli anni.
Pino Insegno non solo sarà il narratore ma
presterà la propria voce anche ai due
protagonisti, il soldato e il diavolo.
Attore di cinema, teatro e teelvisione, regista,
doppiatore, Pino Insegno non ha bisogno di presentazioni, come non ne ha
bisogno Marcello Panni, che sarà accanto a lui sul podio dell'Ensemble Musica
d'Oggi. Panni è una delle più note e apprezzate bacchette italiane ed è
stato direttore dei teatri di Bonn, Nizza e Napoli, è salito sul podio
dei principali teatri lirici, tra cui il Metropolitan di New York, l'Opera di
Vienna e l'Opera di Roma, e di grandi orchestre, come quella dell'Accademia di
Santa Cecilia.
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro
Flavio Favelli | PALMI RA, Fatto come piace a noi italiani. Un'opera al Mercato Civico di Iglesias
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"Tracce di contemporaneo. Collezioni di Arte italiana da Lucio Fontana alla contemporaneità nelle ville della Brianza"
Tracce di
contemporaneo
Collezioni di Arte italiana da Lucio Fontana alla contemporaneità
nelle ville della Brianza
Villa Filippini, Besana in
Brianza
Villa Tittoni, Desio
Villa Brivio, Nova
Milanese
Palazzo
Arese Borromeo, Cesano Maderno
Museo d’Arte Contemporaneo, Lissone
www.traccedicontemporaneo.it
A partire dall’11 luglio 2015,
il percorso espositivo “Tracce di contemporaneo. Collezioni di Arte
italiana da Lucio Fontana alla contemporaneità nelle ville della Brianza”
- promosso dal
Comune di Nova Milanese e realizzato grazie al
Bice Bugatti Club, in collaborazione con
Heart Pulsazioni
culturali – proseguirà in altre tre straordinarie
sedi storiche della Brianza: Villa Tittoni di Desio, Villa Brivio di
Nova Milanese e Palazzo Arese Borromeo di Cesano
Maderno.
“Tracce di contemporaneo. Collezioni di Arte
italiana da Lucio Fontana alla contemporaneità nelle ville della
Brianza”, a cura di
Simona Bartolena, presenta una serie di mostre di arte contemporanea allestite nelle splendide cornici di alcune
delle più suggestive ville di delizia e sedi storiche della Brianza.
Le opere, capolavori selezionati dalle raccolte private della
provincia di Monza e Brianza, verranno esposte nelle varie sedi per nuclei
omogenei. Il percorso
partirà simbolicamente da Fontana per arrivare fino alla generazione di artisti
formatisi negli anni Ottanta. Da Manzoni a Dadamaino, da
Bonalumi a Castellani, da Tancredi a Scanavino, da
Uncini a Crippa, da Colombo a Grazia Varisco: un
vero e proprio viaggio nella storia dell’arte italiana dagli anni Sessanta
agli anni Novanta, alla scoperta dei gioielli nascosti delle collezioni
private.
Le mostre possono essere visitate come mostra “diffusa”,
fruibile come unico percorso, ma anche per singole sedi. Per tutta la durata
delle esposizioni saranno organizzati una serie di eventi collaterali che
valorizzeranno ulteriormente le sedi coinvolte come luoghi di incontri
culturali. Un racconto corale, tra arte e società, culturale ma anche
umanissimo, per scoprire una Brianza fuori dai luoghi
comuni.
Il progetto “Tracce di
contemporaneo. Collezioni di Arte italiana da Lucio Fontana alla contemporaneità
nelle ville della Brianza”, è stato realizzata in collaborazione con i
Comuni di Nova Milanese, Cesano
Maderno, Besana in Brianza, Desio e Lissone.
Informazioni
www.traccedicontemporaneo.it
Prezzi
Biglietto cumulativo: 12,00 euro per tutte le sedi (utilizzabile
in più giorni)
Biglietto singolo: 5,00 euro
Sedi,
date e orari di apertura:
>
Villa Filippini, Besana in Brianza
Indirizzo:
Via Viarana, 14 - Besana in Brianza
Date: 28
giugno – 6 settembre 2015 (chiusa dal 10 al 23 agosto)
Giorni e
orari di apertura: mercoledì, sabato 10.00-12.00 / 15.00-18.00 | domenica
10.00-12.30 / 15.00-18.00
Aperture
serali: 1, 2, 3, 4, 10 e 17 luglio > 20.00-22.00
> Museo d’Arte Contemporanea,
Lissone
Indirizzo:
Viale Padania, 6 - Lissone
Date: 3
luglio – 20 settembre 2015 (chiusa dal 10 al 23 agosto)
Giorni e
orari di apertura: mercoledì 10.00-13.00, giovedì 16.00-23.00, venerdì
10.00-13.00, sabato e domenica 10.00-12.00 / 15.00-19.00
Eventi
speciali con ingresso gratuito: 16 luglio visita guidata ore 21.00, 18 luglio
inaugurazione del seconda fase del Premio Lissone ore 18,30, 30 luglio dalle ore
18 visite guidate alle mostre in corso e concerto alle ore 19.00, 17 settembre
visita guidata ore 21.00.
>
Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno
Indirizzo:
Via Borromeo, 41 - Cesano Maderno
Date: 11
luglio – 4 ottobre 2015 (Chiusa per tutto il mese di agosto)
Giorni e
orari di apertura: da giovedì a domenica 10.00-18.00
Ogni
domenica visite guidate nei seguenti orari : 11.00 - 15.30 – 16.00 – 16.30 –
17.00
Aperture
serali: 10 - 18 e 24 luglio 20.30-24.00
>
Villa Tittoni, Desio
Indirizzo:
Via Giovanni Maria Lampugnani 62 – Desio
Date: 11
luglio – 30 agosto 2015 (chiusa dal 14 al 16 agosto)
Giorni e
orari di apertura: per il mese di luglio da martedì a domenica 15.00-18.00, per
il mese di agosto da venerdì a domenica 15.00-18.00
>
Villa Brivio, Nova Milanese
Indirizzo:
Via Giussani, 9, Nova Milanese
Date: 12
luglio – 30 agosto (chiusa dal 10 al 23 agosto)
Giorni e
orari di apertura: da martedì a sabato 9.00-18.00, domenica 9.30-12.30 /
15.00-18.00
12 luglio 2015
LUNEDI' AL VIA GUERRE E PACE FILM FEST dal 13 al 19 luglio a Nettuno (Roma)
GUERRE E PACE FILMFEST13/19 luglio a Nettuno (Roma)La tredicesima edizione a ingresso gratuito con lungometraggi, libri e documentari dell'Istituto Luce per raccontare il tema Scontro di civiltà?
Si
tiene a Nettuno (Roma) dal 13 al 19 luglio 2015 – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti -
presso il complesso di Forte Sangallo, la tredicesima edizione del Guerre & Pace
Filmfest, vetrina unica
dedicata al cinema di guerra e di pace, organizzata dall’Associazione Seven, con
la direzione artistica di Stefania Bianchi e la consulenza artistica di
Filippo Soldi. Una settimana con proiezioni di lungometraggi, documentari
- in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, ma anche, libri - in
collaborazione con le principali case editrici e cortometraggi. Il tema di
questa edizione è: Scontro di
civiltà?. Un tema ampio e molto attuale che consente di
realizzare un percorso per raccontare le linee di frattura tra le civiltà, la
convivenza tra la cultura Occidentale e quella Islamica.
L'apertura
del festival è dedicata ai 100 anni dell'entrata dell'Italia nella Grande
Guerra, un evento realizzato in collaborazione con l'Istituto Luce Cinecittà con
la proiezione, lunedì 13 luglio alle ore 21:00, del film Fango e Gloria
di Leonardo Tiberi, con Valentina Corti ed Eugenio Franceschini, che narra le
vicende dei milioni di giovani coinvolti in quel tragico evento, utilizzando
come simbolo proprio colui che sarà prescelto per rappresentare l’enorme schiera
dei caduti anonimi: il Milite Ignoto. Il film ha vinto il Premio speciale Nastri d’Argento Docufilm e Storia
2015.
Tra gli altri
lungometraggi proiettati, Uomini di
Dio, di Xavier Beauvois, un monastero in mezzo ai monti del Maghreb, negli
anni Novanta. Otto monaci cistercensi francesi vivono serenamente in mezzo alla
popolazione musulmana di un vicino villaggio, aiutando le persone con la
medicina e dando loro ciò che manca e di cui hanno bisogno. Quindi, il
pluripremiato Timbuktu, di Abderrahmane Sissako, ambientato nell'antica
città del Mali, ora governata dai fondamentalisti islamici, dove vive
pacificamente Kidane, con la moglie Satima, la figlia Toya e il pastore
dodicenne Issan. In città, la gente soffre impotente per il regime di terrore
imposto dagli jihadisti, determinati a controllare la loro fede... Gli attentati
del luglio 2005 nella capitale inglese sono al centro di London River, di
Rachid Bouchareb, interpretato da Brenda Blethyn. Il regista Rachid Benhadj ci
porta i Profumi di Algeri, con Monica Guerritore, storia di una fotografa
algerina che vive in Francia e un giorno riceve una chiamata d’aiuto della madre
che la porta a fare ritorno in patria. La vera storia di quattro Navy Seals
impegnati in una missione segreta militare americana in Afghanistan per
neutralizzare un gruppo di al-Qaeda è al centro di Lone Survivor, di
Peter Berg, con un cast che comprende Mark Wahlberg ed Emile Hirsch. Quindi,
domenica 19 luglio, Pitza e datteri, di Fariborz Kamkari, con Giuseppe
Battiston, sulla pacifica comunità musulmana di Venezia sfrattata dalla sua
moschea da un’avvenente parrucchiera che la trasforma in un salone di
bellezza.
La sezione Documentari
realizzata in collaborazione con l'Istituto Luce Cinecittà, presenta
lavori che raccontano svariati argomenti, dalla storia delle rivolte arabe del
2011, in Terre d'Islam, di Italo Spinelli e Alberto Negri
all'immigrazione di Terra di transito, diretto da Paolo Martino che
racconta di Rahell, fuggito bambino dall’Iraq per rifugiarsi in Siria, fuggito
dalla Siria per unirsi ad alcuni componenti della sua famiglia che vivono in
Svezia ed entrato in Italia senza visto né passaporto. Il regista Roland Sejko
in Anjia – La nave ritrova, 20 anni dopo, i protagonisti dell'esodo
dall'Albania all'Italia del marzo 1991. In Profezia. L'Africa di
Pasolini, di Gianni Borgna e Enrico Menduni si racconta di come, dopo
Accattone, Pasolini cercò in Africa la genuinità contadina e quella forza
rivoluzionaria che invano aveva cercato nel suo Friuli e poi nel
sottoproletariato romano. Renato Besana in Italia e Islam – Dalla guerra di
Libia a Nassirya descrive le radici lontane del rapporto tra Italia e Islam,
dalle annessioni coloniali in Africa orientale alla fine dell’Ottocento e dal
conflitto italo-libico fino all'attentato di Nassirya in Iraq. Infine, 9 X 10
Novanta, nove registi, tra cui Costanza Quatriglio e Alice Rohrwacher,
chiamati a festeggiare i 90 anni dell'Istituto Luce con 9 piccoli film di 10
minuti, con immagini scelte fra le migliaia di ore di filmati dell’Archivio
Luce.
Ma
Guerre&Pace FilmFest vuol dire anche presentazioni di
libri: sei sono le presentazioni che si
terranno durante il festival sempre alle ore 20:30, prima delle proiezioni dei
lungometraggi. Sei libri che raccontano gli scontri di natura ideologica,
economica, culturale, religiosa, politica, storica da cui spesso derivano i
conflitti. Cosa lega la morte di Carlo Giuliani avvenuta a Genova nel luglio
2001 a quella di Ilaria Alpi in Somalia nel 1994, si chiede Giulio Laurenti nel
suo La madre dell'uovo. Ma lo spinoso argomento de La guerra al tempo
dei droni, di Gianfranco Bangone. Quindi, le storie vere di tre ragazzi che,
negli anni del Fascismo, fronteggiarono le leggi razziali, in Adele, Celeste
e Giorgio, realizzato dall'Associazione La Tamerice. Antonio Riccio racconta
le Violenze dei Goumiers, memorie traumatiche della Seconda Guerra
Mondiale sui monti Aurunci, mentre il giornalista Alfredo Macchi racconta con
emozionanti fotografie, in War Landscapes, quindici anni di lavoro
giornalistico in zone di conflitto con immagini colme di gente, dolore, urla e
frastuono. Infine, domenica 19 luglio, Bruno Ballardini racconta in Isis Il
marketing dell'Apocalisse quanto si sia spostato sui media il terreno di
scontro principale di ogni conflitto.
Il Guerre & Pace FilmFest è un’iniziativa
realizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri; con il
patrocinio e contributo della Regione Lazio e della Città di Nettuno; con il
supporto e la collaborazione di Luce Cinecittà, Comitato Atlantico Italiano,
Università Civica di Nettuno Andrea Sacchi, Pro Loco Nettuno e Libreria
Fahrenheit 451; la partnership di Nero Digitale, Ciprari
Legnami&Prefabbricati S.r.l. e Trattoria Romolo e la media partnership di
Cinecittà News.
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