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12 luglio 2015
Milano | Pinacoteca Ambrosiana | Presentato il nuovo allestimento illuminotecnico
9 luglio 2015
7 luglio 2015
SHAKESPEARE SOTTO LE STELLE - RE LEAR
2 luglio | 27 settembre 2015
SHAKESPEARE SOTTO LE STELLE DI ROMASILVANO TOTI GLOBE THEATRE
Direzione artistica Gigi Proietti
16 luglio al 2 agosto ore 21.15
RE LEAR
![]() |
| RE LEAR ®MarcoBorrelli |
Laboratorio e regia di Daniele Salvotraduzione di
Emilio Tadini Prodotto da Politeama Srl
Spetta a noi il peso di questi
tristi tempi.
Dobbiamo dire ciò che sentiamo
dentro
e non perché siamo costretti a
dirlo.
Il più vecchio di noi ha sofferto
Noi che siamo giovani
non vedremo mai così tante cose
e non vivremo certo tanto a
lungo.
W. Shakespeare
Lear è un
leggendario sovrano della Britannia, vissuto alcuni secoli prima di Cristo che,
vicino alla vecchiaia, decide si dividere il suo regno tra le figlie e i
mariti, pur mantenendo la sua autorità regale. E' la tragedia dei padri
incapaci di capire i loro figli, padri che sono ciechi di fronte all'adulazione
dei figli che li vogliono ingannare e ciechi di fronte alla devozione dei figli
che invece li amano. Lear pagherà i suoi "errori politici" a caro
prezzo: non riconoscerà l'affetto e la sincerità di Cordelia e affiderà il
potere nelle mani sbagliate con effetti distruttivi.
Sino a
quel momento Lear aveva potuto dettare leggi e norme. Improvvisamente la sua
vita viene sconvolta da un'esperienza che lo pone non dal punto di vista del
dominatore ma del dominato. Lear si rifugia così in una sorta di "seconda
infanzia" che gli procura un'innocenza che rende ancora più crudeli le
azioni delle due figlie Goneril e Regan e nel momento in cui finalmente inizia
a dire la verità viene considerato pazzo. Molti elementi di questo testo
naturalmente fanno pensare alla nostra società e alle sue discutibili
consuetudini: si tratta di un analisi puntualissima del Potere e dei suoi
effetti sulla psiche umana. La lente deformante dell'ego e del dominio acceca
gli occhi del sovrano e del politico e lo spinge al più totale isolamento
affettivo.
Per non
distrarre lo spettatore dal lavoro sull'interiorità di questi straordinari
personaggi, ho pensato di sottrarre quanto più possibile elementi decorativi,
effetti e trovate registiche per giungere ad un'essenzialità e nitidezza
interpretativa quanto mai necessaria, a mio avviso, alla messinscena di questo
testo. Grazie all'utilizzo di una scenografia davvero essenziale, l'azione
viene trasferita su un piano interiore, con momenti privatissimi e tesi, di
un'emotività fortissima, pura ed arcaica. Gli elementi naturali dominano
: la pioggia, i tuoni e i lampi sono metafora della condizione interiore
dei personaggi rispecchiandone l'emotività tormentata. Si tratta di un
lavoro "sperimentale", low budget, frutto di un laboratorio rivolto a
giovani artisti (con l'eccezione di due attori di grande esperienza come
Graziano Piazza e Francesco Biscione, nei due ruoli principali) ma non
cercate in questa occasione elementi performativi o di ricerca visiva
accattivante: non è mia intenzione e non è questa la sede giusta. Intendo
invece qui lavorare esclusivamente sull'interpretazione e sulla direzione degli
attori, cercando di avvicinarmi al cuore del mistero di questo meraviglioso
testo, confrontandomi con umiltà con le grandi interpretazioni del passato, che
non vanno dimenticate o rinnegate. In questo percorso ci guidano la follia,
l'innocenza,la ricerca, l'energia, la dolcezza e la determinazione propria dei
giovani. La realtà degli uomini del 2000 ha necessità assoluta di Poesia,
rispetto, correttezza, professionalità, solidarietà, dolcezza, precisione ed
artigianato. In questo piccolo e sfortunato Paese, fatto di consorterie,
esperti politicanti, specialisti e marionette senz'anima forse, anche solo per
una sera, non sarà una colpa essere ancora giovani.
Daniele
Salvo
Interpreti
(in ordine alfabetico)
Edmund
Gloucester
Il duca di Cornovaglia
Re di Francia -medico
Cordelia
Duca di Albany
Primo cavaliere - un servo
Conte di Kent
Edgar
Goneril
Capitano
- Cavaliere
Fool
King Lear
Regan
Duca di Borgogna - Curan
Oswald
Figuranti
|
IVAN ALOISIO
FRANCESCO BISCIONE
MARCO BONADEI
FEDERIGO CECI
MIMOSA CAMPIRONI
SIMONE CIAMPI
CLIO CIPOLLETTA
ELIO D' ALESSANDRO
PASQUALE DI FILIPPO
MARCELLA
FAVILLA
FRANCESCA MÀRIA
SELENE GANDINI
GRAZIANO PIAZZA
SILVIA PIETTA
TOMMASO RAMENGHI
GIULIANO SCARPINATO
FRANCESCO BRUNORI, RUGGERO CECCHI, NICOLA DE SANTIS,
GIUSEPPE DE SIATO, PIERO GRANT, FRANCO MARIA ROCCO, FRANCESCO SILELLA
|
SCENE E COSTUMI
Silvia Aymonino
assistente ai costumi Vera Pierantoni Giua
MUSICHE
Marco Podda
DISEGNO LUCI
Umile Vainieri
PROGETTO FONICO
Franco Patimo
IMMAGINI VIDEO
Indyca
COLLABORATORE AI MOVIMENTI
Antonio Bertusi
ASSISTENTE ALLA REGIA
Alessandra Puliafico
COACH ATTORI
Melania Giglio
6 luglio 2015
ADI DA SAMRAJ - L'ASCESA DI ORFEO
Museo Nazionale
del Bargello
Firenze - Via del
Proconsolo, 4
Adi Da Samraj
issot > a cura di Cyrille Sciama > 26 settembre 2015 – 21 febbraio 2016 > Roma, Chiostro del Bramante
James Tissot
a cura di Cyrille
Sciama
26 settembre 2015 – 21 febbraio 2016
Roma, Chiostro del
Bramante
![]() |
| James Tissot, The Gallery of HSM Calcutta (Portsmouth), 1876 ca, Oil paint on canvas, UK, Londra, Tate © Tate, London 2015 |
Per la prima volta in Italia,
l’attesissima mostra sul grande pittore francese James Tissot (Nantes, 1836 -
Buillon 1902).
Dart - Chiostro del Bramante e Arthemisia
Group, con il Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di
Roma, hanno fortemente creduto nella necessità di presentare al pubblico
italiano un artista ancora poco celebrato.
In mostra 80 opere
provenienti da musei internazionali quali la Tate di Londra, il Petit
Palais e il Museo d’Orsay di Parigi, che raccontano l’intero percorso
artistico del pittore e l’influenza che su di lui ebbe l’ambiente parigino e la
realtà londinese, dando conto della sua vena sentimentale e mistica, del suo
incredibile talento di colorista e del suo interesse per la
moda.
5 luglio 2015
3 luglio 2015
TURISTI IN GIALLO
Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Santo Piazzese, Francesco Recami, Gaetano Savatteri
Turisti in giallo
![]() |
2015
La memoria n. 1005
368 pagine
EAN 9788838933769
In libreria da giovedì 2 luglio
Formato e-book: epub
Protezione e-book: acs4
14,00 euro
9,99 euro
|
I personaggi letterari non si fermano
mai. Sei intrighi estivi per gli investigatori di casa Sellerio.
Il delitto ama viaggiare. Anzi, da
Arthur Conan Doyle e Agatha Christie in poi, il crimine quando si mescola con lo
sradicamento del viaggiatore offre pagine gialle di accresciuto mistero, frutta
più elaborate costruzioni di intreccio. Le piste sbiadiscono, i moventi
diventano più confusi, più ingarbugliati gli enigmi quando vengono da lontano
con i turisti.
Una vetta valdostana ha inghiottito per sempre uno scalatore: Rocco Schiavone, il poliziotto romano creato da Antonio Manzini con un cuore tenero sotto strati di scuro, deve salire dove mai vorrebbe per vedere la montagna assassina. Petra Delicado, barcellonese e femminista ispettrice inventata da Alicia Giménez-Bartlett, scopre da dove viene il corpo della prostituta abbandonata in un fosso. L’eroe dello scrittore Gaetano Savatteri si chiama Lamanna ed è un giornalista disoccupato; costretto a fare da guida turistica gli capita una strana coppia, un attempato signore con la sua giovanissima compagna straniera. Francesco Recami, con la sua penna, manda il pensionato della serie Casa di ringhiera a Firenze: caldo e confusione per un ricorrente thriller degli equivoci. Al tempo in cui ancora si coniavano le lire, Santo Piazzese trova un nuovo inghippo per il suo professor La Marca; sono venuti due scienziati americani per un seminario di biologia, ma di che molecole si occupano per davvero? Massimo, il barrista del BarLume, è in montagna con la fidanzata poliziotta; Marco Malvaldi, il suo autore, gli mette tra gli scarponi un rompicapo.
Gli autori di Turisti in giallo sono tra gli scrittori che più hanno rinnovato il poliziesco in questi anni. Un successo letterario che trova le sue basi nella personalità umana che resta impressa dei loro investigatori e nell’ambientazione insolita, quasi eccentrica, in cui si muovono. E nel racconto giallo, genere delicato e prezioso da costruire di cui Sellerio ha con questa antologia completato la nona raccolta a tema, questi caratteri risaltano nella loro pienezza.
Una vetta valdostana ha inghiottito per sempre uno scalatore: Rocco Schiavone, il poliziotto romano creato da Antonio Manzini con un cuore tenero sotto strati di scuro, deve salire dove mai vorrebbe per vedere la montagna assassina. Petra Delicado, barcellonese e femminista ispettrice inventata da Alicia Giménez-Bartlett, scopre da dove viene il corpo della prostituta abbandonata in un fosso. L’eroe dello scrittore Gaetano Savatteri si chiama Lamanna ed è un giornalista disoccupato; costretto a fare da guida turistica gli capita una strana coppia, un attempato signore con la sua giovanissima compagna straniera. Francesco Recami, con la sua penna, manda il pensionato della serie Casa di ringhiera a Firenze: caldo e confusione per un ricorrente thriller degli equivoci. Al tempo in cui ancora si coniavano le lire, Santo Piazzese trova un nuovo inghippo per il suo professor La Marca; sono venuti due scienziati americani per un seminario di biologia, ma di che molecole si occupano per davvero? Massimo, il barrista del BarLume, è in montagna con la fidanzata poliziotta; Marco Malvaldi, il suo autore, gli mette tra gli scarponi un rompicapo.
Gli autori di Turisti in giallo sono tra gli scrittori che più hanno rinnovato il poliziesco in questi anni. Un successo letterario che trova le sue basi nella personalità umana che resta impressa dei loro investigatori e nell’ambientazione insolita, quasi eccentrica, in cui si muovono. E nel racconto giallo, genere delicato e prezioso da costruire di cui Sellerio ha con questa antologia completato la nona raccolta a tema, questi caratteri risaltano nella loro pienezza.
Alicia Giménez-Bartlett
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951)
è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono
stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e poi riuniti nella collana
«Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui:
Una stanza tutta per gli altri(2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma
2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010),Segreta
Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove
nessuno di troverà (2011, 2014) e Exit (2012). Nel 2006 ha vinto
il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del
Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del
Courmayeur Noir in Festival.
Marco Malvaldi
Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di
professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice i romanzi della
serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il
gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta
più alta, 2012; Il telefono senza fili, 2015, salutati da un
grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011,
Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), giallo a sfondo
storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi, Milioni di
milioni (2012) eArgento vivo (2013).
Antonio Manzini
Antonio Manzini, attore e
sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra
dei criceti. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo
Pista nera (Sellerio, 2013) cui è seguitoLa costola di
Adamo (2014) e Non è stagione (2015). Ne fanno parte anche i
racconti presenti nelle antologie poliziesche Capodanno in giallo,
Ferragosto in giallo e Regalo di Natale, pubblicate da questa
casa editrice.
Santo Piazzese
Santo Piazzese, biologo, è nato a
Palermo, dove vive e lavora. Con questa casa editrice ha pubblicatoI delitti
di via Medina-Sidonia (1996), La doppia vita di M. Laurent (1998)
e Il soffio della valanga(2002), tutti raccolti anche nel volume della
collana «Galleria» Trilogia di Palermo (2009), e Blues di
mezz'autunno (2013).
2 luglio 2015
L'ARTISTA IMPAGINATO. Dialoghi intorno ai cataloghi d'arte | PAOLO GRASSINO INCONTRA ALBERTO ZANCHETTA
Dialoghi intorno ai cataloghi d'arte
a cura della
Biblioteca d'Arte Fondazione Torino Musei
3 giugno - 7 luglio
2015 | ore 18
Sala 1 GAM - Galleria Civica d'Arte
Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31 - Torino
Che cos'è oggi un catalogo d'arte? Il prodotto
editoriale di una mostra? Uno strumento di marketing? Uno studio analitico del
lavoro di un artista? E che cos'è, invece, un libro d'artista? A questi
interrogativi si propone di rispondere il ciclo di 6 incontri a ingresso
libero organizzato dalla Biblioteca d'Arte della Fondazione
Torino Musei.
Ciascun appuntamento affianca all'artista coinvolto il
curatore del volume in oggetto, oppure un relatore esperto dell'artista
stesso. Il progetto è curato da Stefania Audisio.
Ultimo
appuntamento
Martedì 7 luglio ore 18
Paolo Grassino incontra Alberto
Zanchetta
La discussione si sviluppa intorno al catalogo della mostra delle
opere di Grassino Magazzinoscuro a cura di Alberto Zanchetta, allestita
al MAC di Lissone dal 7 marzo al
24 maggio 2015.
Gli incontri si svolgono in Sala 1 GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e
Contemporanea
Via Magenta 31 - Torino
Ingresso libero fino a
esaurimento posti disponibili
Per
informazioni:
Biblioteca d'Arte Fondazione Torino Musei
via
Magenta 31, Torino
tel. +39 0114429532 -
0114429585
1 luglio 2015
NUTRIRE L'IMPERO | alimentazione nell'antica Roma
NUTRIRE L’IMPERO.
STORIE DI
ALIMENTAZIONE DA ROMA E POMPEI
Museo dell’Ara Pacis
2 luglio - 15
novembre 2015
La mostra, ideata in
occasione dell’EXPO 2015, racconta il mondo dell’alimentazione
in età imperiale
quando, intorno al bacino del Mediterraneo,si avviò la prima
“globalizzazione dei consumi”
Cosa e come mangiavano gli antichi romani?
Come trasportavano migliaia di tonnellate di provviste dai più remoti angoli
della terra? Come facevano a farle risalire lungo il Tevere fin nel cuore della
città? E come le conservavano durante tutto l'anno? A queste e a tante altre
curiosità risponderà la mostra “Nutrire l’Impero. Storie di alimentazione da
Roma e Pompei” ospitata dal Museo dell’Ara Pacis di Roma dal 2
luglio al 15 novembre 2015 che traccerà un affresco complessivo
sull’alimentazione nel mondo romano grazie a rari e prestigiosi reperti
archeologici, plastici, apparati multimediali e ricostruzioni.
L’esposizione, ideata in occasione dell’EXPO
2015, è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma –
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Assessorato a Roma
produttiva e Città Metropolitana e da EXPO con la cura scientifica
della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e della Soprintendenza
speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, di nuovo insieme a 25 anni di
distanza dalla fortunata esperienza della mostra Riscoprire Pompei (1993).
L'ideazione e il coordinamento scientifico sono di Claudio Parisi Presicce
e Orietta Rossini. Ricostruzioni multimediali e catalogo (con testi di
C. Parisi Presicce, M. Osanna, E. Lo Cascio, F. Coarelli, P.Arnaud, C.
Virlouvet, S. Keay, P. Braconi, C. Cerchiai, G. Stefani, M. Borgongino, M.P.
Guidobaldi, A. Lagi) sono a cura di l'Erma di Bretschneider.
A seguito della pax romana, intorno
al bacino del Mediterraneo si determinò quella che oggi chiameremmo la prima
“globalizzazione dei consumi" con relativa "delocalizzazione
della produzione" dei beni primari. In età imperiale i romani bevevano
in grandi quantità vini prodotti in Gallia, a Creta e a Cipro, oppure, se
ricchi, i costosi vini campani; consumavano olio che giungeva per mare
dall’odierna Andalusia; amavano il miele greco e soprattutto il garum,
il condimento che facevano venire dall'Africa, dall'Oriente mediterraneo, dal lontano Portogallo, ma anche dalla vicina
Pompei. Ma, soprattutto, il pane che mangiavano ogni giorno era un prodotto
d'importazione, fatto con grano trasportato via mare su grandi navi dall'Africa
e dall'Egitto.
Il percorso espositivo ripercorre le
soluzioni adottate dai romani per il rifornimento e la distribuzione del
cibo, con i mezzi di trasporto via terra e soprattutto lungo le
rotte marine. Si affrontano, inoltre, i
temi della distribuzione "di massa" e del consumo
alimentare nei diversi ceti sociali in due luoghi per molti versi emblematici:
Roma, la più vasta e popolosa metropoli dell'antichità, e l’area
vesuviana, con particolare riguardo a Pompei, Ercolano e Oplontis, fiorenti
centri campani.
Il visitatore è introdotto al tema del movimento
delle merci da una grande carta del Mediterraneo realizzata con tecnica
cinematografica. Qui si animeranno i principali flussi alimentari dei beni a
lunga conservazione - grano, olio, vino e garum - e si visualizzano le rotte
marine dai porti più grandi del Mediterraneo, Alessandria e Cartagine. In
questa prima sezione è anche affrontato il problema della lavorazione
degli alimenti primari, della loro confezione in anfore caratteristiche
per ogni prodotto, dell'immagazzinamento e della distribuzione del
cibo.
Nella seconda sezione le merci arrivano
a Roma e a Pompei attraverso i porti di Pozzuoli e di Ostia. Qui è presentata
la ricostruzione in grafica digitale del porto di Traiano, con i
risultati inediti degli scavi recentissimi condotti dalla Soprintendenza di
Ostia e dall'Università di Southampton per la ricostruzione del complesso
portuale romano.
Chiude questa parte della mostra il tema
della grande distribuzione gratuita dei beni principali di sostentamento ai
cittadini romani adulti, la plebe urbana e romana alla quale era riconosciuto
un privilegio unico: quello di condividere i beni della conquista, dapprima
solo grano, ma dal III secolo d.C. anche olio, vino e carne.
La terza sezione illustra il consumo
delle merci e dei prodotti alimentari che poteva avvenire sia in luoghi
pubblici, come le popinae e i thermopolia, gli antichi
"bar" o "tavole calde" in cui romani e pompeiani
consumavano il "cibo di strada", sia nei raffinati triclinia
(sale da pranzo in cui i
commensali mangiavano stando semidistesi su tipici lettini da banchetto)
del ceto abbiente. Esposizioni di resti di cibo da Ercolano aiuteranno a
comprendere la qualità dei consumi in un ricco centro campano.
Grazie al contributo scientifico e ai
prestiti provenienti da Pompei, Ercolano e Oplontis, sarà possibile ammirare
corredi da tavola provenienti sia da contesti di estrema ricchezza - come il cosiddetto
"tesoro di Moregine", un completo da tavola in argento di ritorno da
cinque anni di esposizione al Metropolitan Museum di New York – sia raffinate
suppellettili in ceramica, in vetro e in bronzo, sia infine il vasellame
utilizzato in contesti quotidiani più popolari.
Due approfondimenti concludono la mostra:
uno dedicato ai diversi alimenti consumati in epoca romana con la
loro diffusione e il relativo prezzo (esemplificato dalla preziosa
testimonianza dell'Edictum de pretiis rerum venalium dell'imperatore
Diocleziano, il più famoso dei "calmieri" dell'antichità) e uno
dedicato alla "filosofia del banchetto", laddove l'amore
profondo per la vita e la festa alimentare che la celebra si mescola con la
malinconica consapevolezza della fugacità di ogni piacere.
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Mostra
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Nutrire l’Impero. Storie di
alimentazione da Roma e Pompei
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Luogo
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Museo dell’Ara
Pacis, Lungotevere in Augusta, Roma
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Apertura al
pubblico
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2
luglio – 15 novembre 2015
Tutti i giorni dalle ore 9.30 – 19.30 (la
biglietteria chiude un’ora prima)
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Info Mostra
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060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)
www.arapacis.it, www.museiincomuneroma.it
Twitter: @museiincomune #Nutrirelimpero
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Promossa da
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Assessorato alla Cultura e al Turismo di
Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Assessorato a Roma
produttiva e Città Metropolitana ed EXPO
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Cura scientifica di
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Sovrintendenza Capitolina ai Beni
Culturali e Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia
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Ideazione e
coordinamento scientifico
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Claudio Parisi Presicce e Orietta Rossini
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Ricostruzioni multimediali e
catalogo
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L’Erma di Bretschneider
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Biglietti
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Biglietto integrato Museo dell’Ara Pacis + Mostra € 17 intero, € 13
ridotto
Solo mostra € 11 intero, € 9 ridotto
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