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2 aprile 2017

VIDEO "L'ULTIMO METRO DI PELLICOLA"

Un atto d'amore per la storia del Cinema.

Roma, venerdì 7 aprile 2017
h. 20:30
Cinema Trevi
(vicolo del Puttarello, 25)

Anteprima romana a ingresso gratuito del documentario

“L'ultimo metro di pellicola”

omaggio del regista Elio Sofia alla pellicola cinematografica, alla presenza del regista e di Stefano Raffaele e Ciro Ippolito. 
Tra i protagonisti del documentario, Leo Gullotta, Daniele Ciprì e Tea Falco.




Si tiene venerdì 7 aprile alle ore 20:30 - a ingresso gratuito fino a esaurimento posti - presso il Cinema Trevi (vicolo del Puttarello, 25) a Roma, l'anteprima romana del documentario “L’Ultimo Metro di Pellicola” opera prima del regista catanese Elio Sofia, già vincitore del Premio Cariddi quale Miglior Documentario al Taormina Film Fest 2015 e finalista ai Nastri D'Argento 2016 nella sezione dei documentari che raccontano il cinema. La proiezione, organizzata su sollecito del critico e regista Marco Giusti e grazie al Centro Sperimentale di Cinematografia, sarà preceduta , alle ore 17:00 dalla proiezione di Nuovo Cinema Paradiso, di Giuseppe Tornatore, film vincitore del Premio Oscar come Miglior Film Straniero nel 1990. Prima della proiezione, introduzione del regista, moderata da Stefano Raffaele, studioso di cinema e co-autore della trasmissione Stracult di Rai2 e da Ciro Ippolito, attore, regista e produttore. Il film, scritto, diretto e interamente auto-prodotto dal regista Elio Sofia, sbarca a Roma dopo un grande successo iniziato con il Premio Cariddi alla 61a edizione del Taormina Film Fest, quindi il Premio del Pubblico come Miglior Documentario alla VIII° edizione dello Sciacca Film Fest. Finalista ai Nastri D'Argento Doc 2016 nella categoria 'Documentari che raccontano il cinema e lo spettacolo', il doc è stato quindi proiettato – tra gli altri - all'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, al CineFesta Italia di Santa Fè, all'Università di Las Vegas, alla 'Casa degli Italiani' di Barcellona, centro di cultura italiana più antico al mondo ed è stato inserito nel catalogo Agis Scuola tra i documentari di diffusione tra i giovani 'per l'alto contenuto storico e valore culturale oltre che educativo'.
Il documentario autoprodotto dallo Studio Gazzoli - di cui fa parte lo stesso regista con Daniele Gangemi, Carmelo Sfogliano, Ottavio D'Urso e FIno La Leggia - è il racconto del passaggio avvenuto tra la pellicola e le vecchie sale cinematografiche e la totale digitalizzazione della filiera. 
L'ultimo metro di pellicola - nelle parole del regista è un atto d’amore per la storia del Cinema, fatta di persone spesso non conosciute ai più ma che hanno contribuito al successo nell’immaginario collettivo della settima arte. Con questo documentario ho dato voce a un mondo che nessuno si era soffermato a raccontare prima, se non Giuseppe Tornatore con il suo magnifico Nuovo Cinema Paradiso.
Per fare questo mestiere bisogna amare la pellicola…Se non si ama la pellicola si farà un mestiere dietro pagamento soltanto… Questo è un mestiere che bisogna fare con amore…”

7 settembre 2016

'No Borders', di Haider Rashid con Elio Germano vince il Premio MigrArti come Miglior Documentario





XIII Giornate degli Autori – Venice Days
No Borders, di Haider Rashid, con Elio Germano vince il Premio MigrArti come Miglior Documentario.


La realtà virtuale dei migranti alle Giornate degli Autori

Il documentario breve No Borders, diretto da Haider Rashid e con Elio Germano, primo film italiano girato in realtà virtuale a 360 gradi, ha vinto il Premio MigrArti come Miglior Documentario alla Mostra del Cinema di Venezia. La giuria, presieduta dal regista Ferzan Özpetek e formata da Enrico Magrelli, critico cinematografico, Mauro Valeri dell'Unar, Paolo Masini del MiBACT e il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, ha scelto per questa prima edizione del Premio tra le 16 produzioni vincitrici del bando “MigrArti”, promosso e finanziato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Leggi il post già pubblicato https://mycultureinblog.blogspot.it/2016/08/elio-germano-narra-no-borders-di-haider.html